Una guerra preventiva contro l’occidente. Il ritorno dell’imperialismo russo

L’Ucraina è solo un trampolino di lancio, la prima tappa del “ripristino dell’equilibrio del potere”. Il vero nemico, che la propaganda dipinge come materialista e privo di valori spirituali, è un altro

Nel suo ormai storico discorso del 21 febbraio, nel quale riconosceva l’indipendenza delle regioni ucraine di Donetsk e Luhansk, Vladimir Putin ha sorprendentemente parlato poco dell’Ucraina, se non per dire che “è parte inalienabile della nostra storia, della nostra cultura e del nostro spazio spirituale” e poi sostenere che come entità nazionale non esiste e che fu un “errore di Lenin e dei suoi compagni rivoluzionari che portarono avanti questa idea in modo che risultò estremamente duro per la Russia”. Ha invece parlato soprattutto degli Stati Uniti, della Nato e dell’occidente: “egemone”, “impero di menzogne”, “macchina da guerra che si avvicina ai nostri confini”, “becero perseguimento di obiettivi”.

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