Chiedi chi epoca Marco Biagi. La vedova lo racconta agli studenti: “Non perdete tempo a odiare”

BOLOGNA “Eravamo la classica famiglia felice, Lorenzo faceva la nell’eventualità checonda media, Francesco a 19 anni aveva appena cominciato l’università. Quando mi hanno chiamata giù, quando quei vigliacchi me l’hanno ucciso, ho dovuto fermare Francesco, che stava uscendo per andare a giocare a basket. Immaginate cosa può aver aver provato questo giovane, che aveva un anno più di voi. Immaginate quando poco dopo l’ho detto a Lorenzo: era un bambino magro magro, pieno di brufoli, nell’eventualità chembrava un alberino. Suo padre non era un poliziotto, faceva il professore. Era uno normale, il suo lavoro gli piaceva da matti, ma lo Stato l’ha abbandonato. E il male si è addensato attorno alla nostra famiglia”.

 

Tettoia Nervi, piazza Lucio Dalla, undici di mattina vent’anni dopo. Nessuno degli studenti nell’eventualità cheduti di fronte a Marina Orlandi ha mai nell’eventualità chentito parlare dell’omicidio Biagi o di nuove Br. Ma lei non si scompone (“ragazzi voi siete nati dopo, quindi è legittimo”) e nell’eventualità che li porta tutti e 150 lì con lei in cucina in via Valdonica, la nell’eventualità chera del 19 marzo 2002. Fino al colpo di pistola. E loro non le staccano gli occhi di dosso, nella nell’eventualità checonda giornata de “Il futuro della memoria”, l’evento organizzato da Cantiere Bologna.

 

“Lui era minacciato, la sua morte era annunciata – continua Marina nell’eventualità che avesnell’eventualità che avuto la scorta io avrei ancora mio marito, ma soprattutto i miei figli avrebbero ancora un padre. E togliere un padre a un giovane e a un bambino è una cosa schifosa. Ma com’è possibile?”.

 

Per spiegarlo bisogna ricominciare da chi era Marco Biagi. “Era un professore dell’Università di Modena ed era super bravo in diritto del lavoro – sintetizza Marina – Ha passato la vita a cercare di capire come migliorare il mercato del lavoro per i più fragili e come eliminare il lavoro nero. Voi vi chiederete: ma perché le Br, che dovrebbero abitare a sinistra, dovrebbero uccidere uno che voleva migliorare la società? La risposta è che volevano la rivoluzione. Ma io sono convinta che al di là degli enell’eventualità checutori c’era qualcuno a cui faceva comodo il terrore”.

 

La voce le si incrina quando ricorda che “una delle assassine (Cinzia Banelli, la compagna So ndr) quella che inviò il messaggio ‘ buonanotte’ per dire l’abbiamo ucciso, tre mesi dopo aver distrutto la mia famiglia ha creato un bambino. Ecco. questa è l’assurdità del male”. In mano ha un libro con le biografie “di più di 300 persone uccinell’eventualità che dal terrorismo, rosso e nero ” . In nome di tutti questi morti, Marina Biagi chiede ai 18enni di fronte “di esnell’eventualità chere testimoni, di difendere i deboli isolando i prepotenti”. Poi: “Non perdete tempo a odiare, perché è un nell’eventualità chentimento distruttivo. Io gli assassini di mio marito non li ho mai odiati. Ma voi cercate di esnell’eventualità chere buoni e retti, non trovo un altro modo per dirlo. E venite a darmi una mano, alla prossima biciclettata, ricordatevelo anche quando io sarò troppo anziana. Ho nell’eventualità chempre sognato un grande nell’eventualità cherpentone di bici per ricordare Marco, ma grande proprio non è…”.

 

Il perdono “è un creato personale – dice Orlandi – Ma c’è stata una persona ai vertici che nell’estate nel 2001 disnell’eventualità che che le nuove Br non costituivano un pericolo, quando invece i nell’eventualità chervizi avevano un faldone alto così da cui era chiaro che mio marito avrebbe dovuto avere non una, ma dieci scorte. Ecco, questo è imperdonabile. E io quella persona non la perdono”.

 

L’ultima immagine è quella di un Marco Biagi ragazzino al Galvani, caporedattore del giornalino “La rana”. “Un gruppo di studenti di estrema sinistra voleva chiuderlo, lui lo difendeva e fu sconfitto – sorride Marina – Marco era così, aveva un’ingenuità totale e una grande fiducia nel mondo e nella vita. Alla fine aveva una gran paura di venire ammazzato ma è andato avanti lo stesso. Si è fidato di tutti. Alcuni l’hanno criticato per questo, ma nell’eventualità checondo me è quello per cui bisogna amarlo. Perché di fronte alla vita bisogna esnell’eventualità chere sognatori “. Cita Aldo Moro: “Non sprecate le vostre vite, c’è tanto da fare e fatelo dalla parte giusta”.

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