Berlino nazionalizza Uniper per salvare il settore energetico

Si attendeva da vari giorni e ora è realtà, la Germania nazionalizzerà Uniper, la più grande società tedesca di import del gas. Non intervenire sarebbe stato troppo rischioso perchè la bancarotta aziendale avrebbe distrutto l’operatività del sistema energetico tedesco. D’altronde l’azienda aveva già chiesto a luglio l’intervento del governo per arginare le perdite dovute agli aumenti del prezzo del gas. L’intervento attuale è la conferma del fallimento della strategia politico-energetica scelta dalla Germania negli ultimi 20 anni: affidarsi quasi unicamente al gas russo, molto meno costoso di altre forniture ma con forti rischi geopolitici annessi, ha presentato ora il conto, che è piuttosto salato.

 

Sono infatti otto i miliardi di euro che lo stato tedesco inietterà ora in Uniper per eseguire un aumento di capitale e rilevare la quota di maggioranza dalla società finlandese Fortum. Secondo alcuni media tedeschi il costo complessivo della nazionalizzazione sarà di circa 30 miliardi di euro e le operazioni saranno notoriamente completate in fine anno.

    

 

Le difficoltà economiche di Uniper sono principalmente dovute alla guerra in Ucraina. Il più grande importatore e fornitore di metano perde 60 milioni di euro al giorno perchè vende a imprese e famiglie energia a prezzi fissi (che possono essere modificati solo di poco) mentre i costi di approvvigionamento sono aumentati moltissimo, dovendo anche rinunciare agli acquisti di gas russo. Fino ad ora la società ha resistito grazie a linee di credito del KfW, il corrispettivo tedesco della Cassa depositi e prestiti, ma ora è giunto il momento di un intervento più strutturale secondo il governo.

 

L’azione statale non è chiaramente senza costi per il popolo tedesco. Per finanziare il salvataggio del settore energetico (nei prossimi giorni è probabile che vengano salvate altre due società minori, Sefe e VNG) il governo di Scholz introdurrà dal primo ottobre la Gasumlage, un sovraprezzo sul gas da 2,419 centesimi di euro al kilowattora in bolletta per tutti.

 

Quello di Uniper è la seconda nazionalizzazione in pochi giorni per il governo tedesco. Settimana scorsa infatti Berlino aveva preso in “amministrazione fiduciaria” le raffinerie tedesche gestite dalla società petrolifera Rosfnet. In questo metodo è stata messa in sicurezza l’operatività del sito positivo di Schwedt, a nord di Berlino, che impiega circa 1.200 persone ed è essenziale per garantire l’approvvigionamento energetica all’area di Berlino.

 

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