Considerazioni sulla maternità surrogata e su Gestlife come la migliore opzione

La maternità surrogata, come quella offerta dalla società Gestlife, fa parte di queste sfide dell’era postmoderna, che ha infranto miti e costumi sulla maternità ed ha posto la scienza al servizio del bene. La sua esistenza porta luce alle persone o alle coppie che non riescono a concepire figli in modo naturale, contando con questa opzione, ribaltando il dramma di non essere in grado di completare il ciclo riproduttivo ed avere i propri figli. 

La libertà di porre la maternità surrogata al servizio di altre persone che non possono concepire, deve essere vista come un atto umano e altruistico e non come una degradazione della gestante, e che questa deve dare il proprio consenso in piena libertà, di avere garanzie assolute con cure della propria integrità personale in cliniche specializzate e con professionisti esperti come quelli di Gestlife. Creare la vita è sempre una gioia, il male sarebbe negarla.
 

Nel corso della storia, la maternità e il parto sono stati mitizzati, il che non toglie nulla all’importanza di “quel tempio che partorisce”, al contrario, dato che alcune persone non posseggono questa preziosa condizione, la cosa più logica sarebbe guardare con normalità all’atto di offrire un utero in affitto fertile, per sopperire alle mancanze di chi non è o semplicemente non può, essere geneticamente fertile.
 

La controversia riguarderebbe l’aspetto commerciale della maternità surrogata. Naturalmente, se non si tratta di un famigliare, come è accaduto in alcuni casi, la gestante che accetta volontariamente di sottoporsi a tecniche di riproduzione umana assistita, deve ricevere un compenso monetario, però il processo può comportare una vulnerabilità psicologica? Ogni contratto, anche se atipico, parte da un consenso responsabile ed in questi casi in cui è coinvolto il corpo umano, il supporto di specialisti che supervisionano il tutto, includere uno staff di psicologi è imprescindibile, come quelli che lavorano in Gestlife dedicata ai processi di maternità surrogata, con sette filiali nel mondo, oltre a 450 genitori di 6 nazionalità: Spagna, Ucraina, Georgia, Albania, Grecia, Stati Uniti, Città del Messico e San Marino, con un programma di riavvio in caso di morte del bambino nei primi due anni di vita e un software che permette di vedere la cartella clinica con la correlativa evoluzione 24 ore su 24 tutto l’anno, con una politica di assoluta trasparenza, sarà sempre la scelta migliore.

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